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POESIE ROMANESCHE
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Per un certo senso di amore e di dovere, riteniamo giusto rivolgere la nostra attenzione al mondo della poesia, in particolare a quella romanesca, fortemente segnata da Giuseppe Gioacchino Belli e Trilussa, che non persero l'occasione di esprimere il loro forte e sconfinato amore per Roma; ricordiamo a tal proposito ciò che scrisse il Belli: "Si mòro e poi rinasco, prego Dio d'arinasce a Roma mia!".


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L'amore finito


Quant'è triste 'sta piazza, sotto ar cielo, da sta terazza
C'encontrammo proprio la, e quer giorno addio infelicità
Da quer dì, un anno se n'è ito, e pure 'st'amore è finito
Er tempo mio è già passato, come 'n fiore che s'è seccato
La vita bella se n'è annata, m'abbandona, e s'allontana
Li ricordi ce l'ho dentro, forse è mejo che rientro.

Io nun so come se ama

Chi m'aspetta dentro ar letto, nun sa niente der tormento
Faccio piano, m'avvicino, e sur viso suo me chino
Eri bella come er sole, io t'amavo senza parole
Poi non so, com'è accaduto, ma st'amore è deceduto
È rimasto solo affetto, che purtroppo me va stretto
Er bene tuo nun è cambiato, pe' 'sto poro disgraziato.

Io nun so come se ama.

So' 'nfame, so 'ngrato, ma la vita m'ha fregato
Te volevo tanto bene, me scorevi dentro le vene
M'arivavi fino ar còre, che fa rima con amore
So' infelice de natura, triste a chi tocca 'sta fregatura
Er destino è de 'sta solo, come 'n orso bianco ar polo
È mejo che me perdi, troverai quarcuno de sicuro, co st'occhi verdi.

Io nun so come se ama.

Te do 'n bacio, 'na carezza sulla testa, e poi addio mia tenerezza.  Aggiornato

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